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25 novembre 2019

Il linguaggio fa la differenza. La campagna per il Protocollo metropolitano sul linguaggio di genere

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il linguaggio fa la differenza

Il linguaggio fa la differenza. E per linguaggio intendiamo le parole così come le immagini, la grammatica e la semantica, i significati letterali e le connotazioni sociali, l’immaginario tutto con cui la comunicazione dà forma e rende pensabile il mondo. E’ per questo motivo che il lavoro culturale per cambiare il modo di usare il linguaggio è un tassello fondamentale del processo di contrasto alla violenza maschile contro le donne e alla violenza di genere.

Come professioniste della comunicazione e come attiviste femministe da anni siamo impegnate su questo terreno, e siamo molto felici che negli ultimi anni siano cresciute l’attenzione, la sensibilità e la mobilitazione rispetto alla dimensione linguistica della violenza e agli stereotipi di genere da parte di soggetti diversi, dall’associazionismo alla scuola, dall’università all’editoria. Anche le istituzioni (solo alcune, è giusto sottolinearlo), stanno iniziando a realizzare azioni sul versante del linguaggio di genere: fra queste la Città metropolitana di Bologna, che due anni fa ha iniziato un percorso di messa in rete con altre realtà del territorio per arrivare, lo scorso 21 novembre, a pochi giorni dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza maschile contro le donne, alla firma di un Protocollo sul linguaggio di genere. Si tratta sostanzialmente di un documento politico con cui Comune di Bologna, Distretti sociosanitari del territorio metropolitano, Organizzazioni sindacali, Università, Ufficio Scolastico, Ordine dei giornalisti e Corecom si impegnano a promuovere una comunicazione pubblica (sia all’interno delle proprie organizzazioni, che verso l’esterno) rispettosa delle differenze di genere, contro stereotipi e discriminazioni.

Siamo state orgogliose che la Città metropolitana ci abbia chiesto di occuparci della campagna di comunicazione di questo progetto, per cui abbiamo scelto, insieme alle nostre referenti di Città metropolitana e alla professoressa Giovanna Cosenza, l’headline “Il linguaggio fa la differenza”: un messaggio positivo, che comunica come contrastare gli stereotipi faccia bene a tutte e a tutti. Il visual, elaborato con illustrazioni colorate, dai tratti morbidi e semplici, rappresenta un uomo e una donna che insieme lanciano un messaggio di cambiamento. La campagna è stata declinata in pagine pubblicitarie per i principali quotidiani locali, banner web per inserzioni on line, banner social per la campagna facebook e una videoanimazione.

Nel video, che abbiamo realizzato insieme alle colleghe di Visual Lab, queste figure si animano per rappresentare tre esempi in cui il linguaggio può fare la differenza: un uomo che culla un* neonat*, spesso deriso sui giornali come “mammo“, a cui viene restituita la dignità linguistica della parola padre e il riconoscimento della relazione di cura genitoriale che ogni uomo può avere; una calciatrice che corre in campo, ancora troppo spesso soggetta a retoriche di sessualizzazione; una sindaca nello svolgimento delle sue funzioni , che, oltre ad essere spesso chiamata ancora al maschile per la diffusa resistenza a declinare al femminile gli incarichi politici ed amministrativi, viene anche appellata con il solo nome proprio, in un meccanismo di infantilizzazione. La voce off pone una serie di domande su quale sarebbe a percezione se invertissimo questi tre stereotipi, immaginando di chiamare “babbe” le madri, di ascoltare commenti sulla bellezza fisica dei calciatori e di sentire chiamare il proprio sindaco solo con il nome proprio. In 30 secondi il video commuta gli stereotipi comunicativi, mostrando le formule più rispettose per dare visibilità alle donne per i ruoli rivestiti nella società e per non sminuire gli uomini che svolgono con dedizione il loro lavoro di cura come padri.