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22 ottobre 2018

I consigli di Comunicattive per il festival Gender Bender

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Gender Bender 2018Sono più di 100 gli eventi in programma dal 24 ottobre al 3 novembre per la 16a edizione del festival dedicato a corpi, identità e orientamento sessuale, diretto da Daniele Del Pozzo e quest’anno intitolato “Cromocosmi” e incentrato su complessità e intersezionalità: mostre, laboratori, incontri e presentazioni di libri, film, spettacoli e performance, concerti e feste, disseminati in 20 luoghi di Bologna. Se non avete ancora sviluppato il dono dell’ubiquità (noi ci stiamo lavorando) e volete un aiuto per orientarvi, anche quest’anno abbiamo rinnovato, con estremo piacere, la collaborazione con il festival con la formula del consigliato da Comunicattive: vi proponiamo un viaggio attraverso il programma di Gender Bender con i nostri occhi e le nostre sensibilità, segnalandovi le proposte che ci interessano e anche quelle che ci interrogano, ci inquietano, ci incuriosiscono. Il nostro percorso femminista per non perdere appuntamenti che riteniamo possano diventare materiale vivo per riflessioni e pratiche, per quel laboratorio di immaginario femminista che, come professioniste e attiviste che si occupano di comunicazione di genere, continuiamo ad auspicare permanente nelle nostre vite. Alcuni progetti ci hanno letteralmente entusiasmate, coinvolte e commosse, altri ci pongono qualche dubbio, ma riteniamo interessante proporveli e magari discuterne insieme.

Ci hanno colpito i diversi e ricchi percorsi esperienziali che il festival propone con i workshop, condotti da artist@ che si mettono in gioco e ci chiedono di metterci in gioco, il cui lavoro ci chiama: quelli che abbiamo selezionato sono Am I what I am because I found myself?, workshop teatrale con Martina Palmieri di Gruppo Elettrogeno / Orbitateatro e Simone Cangelosi, che propone una pratica di Arte della trasformazione, in programma il 27 e 28 ottobre nella Palestra Istituto dei ciechi Francesco Cavazza (via dell’Oro 3); Seeking Unicorns in Bologna, il laboratorio proposto per il festival da Chiara Bersani (dal suo spettacolo potentissimo Seeking Unicorns che avevamo visto lo scorso luglio a Santarcangelo) il 30 e 31 ottobre allo Spazio Danza di Via Baruzzi; al Teatro del Pratello l’1 e 2 novembre Pleasure Body di Giorgia Ohanesian Nardin, un workshop sulle “esperienze di piacere come allenamento all’autodeterminazione”, uno spazio di invenzione di femminismo intersezionale per celebrare corpi queer, femme, trans, non binari, etnicamente ambigui, marginalizzati, resilienti e militanti; infine il 3 novembre sempre al Teatro del Pratello  Welcome to the Chaos, il workshop di danza della coreografa e performer irlandese Oona Doherty.

Per le mostre vi segnaliamo due proposte molto diverse tra loro. Il 25 ottobre alle 18 inaugura allo spazio Piedàterre Studio Vodka e Tena Lady, nata dall’esperienza di un anno di cura della nonna che l’artista Gioia Maini ha trasformato in un progetto artistico su Instagram che si faceva beffe dei ruoli sociali e di genere attraverso immagini di una nuova e potente mitologia femminile. Il 26 ottobre alle 18 inaugura invece al Mambo Io sono mare, la mostra con tavole e disegni originali dedicata all’omonimo libro a fumetti per l’infanzia di Cristina Portolano edito da Canicola: un viaggio fantastico ed evocativo di una bambina e del suo amico pesce pagliaccio antropomorfo attraverso cui poter riflettere sulle tematiche dell’identità e della scoperta di sé, sui desideri e sulle emozioni.

Sempre ricca di spunti la proposta performativa, che lavora con la materia viva del corpo, della sessualità, dell’identità, e la selezione dei film, che raccontano storie preziose, di formazione e di memoria, di desiderio, di ricerca e ovviamente d’amore. Di questi vi proponiamo degli incastri, a volte impossibili, giorno per giorno.

Partiamo Giovedì 25 ottobre alle ore 18 al Teatro delle Moline con Non normale non rassicurante. Il teatro di Caryl Churcill, una lecture di Paola Bono sulla grande drammaturga britannica e il suo linguaggio rivoluzionario, e proseguiamo alle ore 20 al Cinema Lumiere con Rafiki della regista kenyana Wanuri Kahiu, storia d’amore ambientata a Nairobi tra le giovani Kena e Ziki, figlie di due avversari politici che sfidano una società omofobica in cui i rapporti lesbici e gay sono vietati per legge.

Venerdì 26 ottobre imperdibile l’appuntamento alle 18 alla Libreria delle donne per la presentazione di D’amore e di lotta. Poesie scelte a cura del collettivo Wit Women in translation, una selezione finalmente in traduzione italiana con testo a fronte (perché ogni traduzione è inevitabilmente tradimento) delle poesie di Audre Lorde, che ha anticipato con il suo lavoro di poeta lesbica afroamericana quello che oggi chiamiamo femminismo intersezionale. Dopo, munite di spuntini volanti, scappiamo al Lumiere per la proiezione alle 20 di Diane a les épaules, una commedia irriverente che affronta con intelligenza il tema della gestazione per altri. E rimaniamo al cinema anche per lo spettacolo successivo delle 22, Bixa Travesty di Claudia Priscilla e Kiko Goifman, documentario su Linn da Quebrada, astro del pop, brasiliana nera e transessuale, che canta contro gli stereotipi machisti e di genere nel Paese con il più alto numero di violenze contro le persone trans (in cui alle imminenti elezioni presidenziali rischia di essere eletto Jair Bolsonaro, ultrareazionario nazionalista, sessista, omofobo e razzista). Un caffè corretto e siamo pronte per il party La Roboterie al Cassero con i fantastici Faka, che ibridano generi e forme con testi che trattano di amore, identità e relazioni.

Sabato 27 ottobre alle 18 al Lumiere The Last Goldfish un documentario intenso e vibrante sulla memoria, a partire dalle tracce della storia del padre della filmaker in viaggio a ritroso attraverso la persecuzione degli ebrei e la seconda guerra mondiale.

Domenica 28 ottobre alle 17 alle Librerie Coop Ambasciatori la presentazione di Questo libro è gay della giornalista e scrittrice transgender inglese Juno Dawson, un libro ironico e divertente per guidare gli e le adolescenti alla scoperta del mondo Lgbt e della propria sessualità. Alle 18 Zen sul ghiaccio sottile della regista Margherita Ferri, una storia di formazione, che segue il percorso emotivo di Zen, un’adolescente in cerca della propria identità di genere, per questo incompresa e bullizzata dai propri coetanei. Questa sera riuscite anche a cenare prima di chiudere la serata in leggerezza alle 22 con la commedia francese Embrasse moi.

Lunedì 29 ottobre alle 16,30 partecipiamo a Queer Visual Culture, la tavola rotonda sull’editoria queer a cura di Fruit con espert@ di pubblicazioni e di linguaggio visuale queer e di genere. Alle 21 al Cassero lo spettacolo I love my sister di Enzo Cosimi con l’attivista trans Egon Botteghi, terzo capitolo della trilogia sulla bellezza dedicato alle persone FtoM. Il coreografo e il performer dopo lo spettacolo incontreranno il pubblico.

Martedì 30 ottobre alle 18,30 alla Libreria delle donne la presentazione di Io sono mare di Cristina Portolano, per il progetto “Dalla parte delle bambine” di Canicola, in collaborazione con la rete Attraverso lo specchio.

Giovedì 1 novembre maratona cinematografica al Lumiere: alle18 Mujer Nomade, documentario argentino sulla vita della filosofa argentina Esther Díaz e sul suo lavoro dedicato ai parametri della sessualità e del piacere che dominano la cultura patriarcale; alle 20 L’animale film di formazione di una adolescente tomboy e alle 22 Las hijas del fuego, film di Albertina Carri che attraverso la relazione poliamorosa tra tre donne costruisce una denuncia anarchica e spregiudicata della società capitalista e del dominio eterosessuale.

Venerdì 2 novembre alle 17 al Teatro Testoni ragazzi Filles & Soie di Severine Coulon che incrocia la performance, il teatro di figura e le ombre cinesi per spiegare la femminilità e il corpo delle donne a un pubblico dai 5 anni in su. Alle 19 al Mambo la prima nazionale di Dans, for Satan, una riflessione performativa sull’essere donna oggi in Scandinavia, e a seguire l’incontro con la performer Hilde Ingeborg Sandvold. Alle 21 all’Arena del Sole Hope Hunt & The Ascension Into Lazarus della coreografa e performer irlandese Oona Doherty, che si addentra nella struttura degli stereotipi su mascolinità e moralità nella working class irlandese, e a seguire l’incontro con l’artista.

Sabato 3 novembre alle 18 al Lumiere Ni d’Ève, ni d’Adam. Une histoire intersexe, documentario di Floriane Devigne che affronta, attraverso lo scambio di mail tra M e Deborah, il tema dell’intersessualità, varianza biologica dei caratteri sessuali ancora nella maggioranza dei casi trattata come una patologia medica e affrontata con la mutilazione genitale dei e delle bambine intersessuali per ricondurli al binarismo di genere.
Chiudiamo il nostro lungo percorso femminista dentro Gender Bender
alle 21 al Teatro delle Moline S. Rituale di Sara Sguotti, che, ispirandosi alla poesia Il serpente che danza di Charles Baudelaire e a opere di Louise Bourgeois, Tracy Enim e Ren Hang, realizza un autoritratto del piacere plasmando il suo corpo come una materia palpitante, incandescente, animale.

Buone visioni!