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agosto: sab 1 /lun 3 /mart 4/ mer 5 /giov 6 /ven 7 / la Manifattura rimarrà aperta fino al 14 agosto

Martedì 4 agosto

ORE 21.30 FILM
Prospettiva Sofia Coppola
Mart 4 – mer 5 – giov 6 agosto
Ore 21.30, ingresso gratuito

IL GIARDINO DELLE VERGINI SUICIDE
Usa, 1999. Durata 95’
Un film di Sofia Coppola. Con James Woods, Kathleen Turner, Kirsten Dunst, Josh Hartnett

Il giardino delle Vergini Suicide


Cinque sorelle fra i quindici e i diciannove anni vivono infelici, tormentate da genitori che credono di fare il loro bene. La madre è integralista e cieca, il padre è molle e latitante, tutto preso a costruire i suoi modellini. Certo, ci sono i ragazzi che le corteggiano e le stimano, ma non basta. Il destino le legherà a un tragico epilogo. Davvero una sorpresa la figlia del grande Francis Ford: sensibilità, intelligenza e misura davvero ben distribuite, e anche una profonda capacità di interpretare il dolore.

Per la sua opera prima, Il giardino delle vergini suicide, Sofia ha scelto l'adattamento da un romanzo (di Jeffrey Eugenides), trattato però con uno stile intimista e personalissimo. Nasce così la storia (sceneggiata dalla Coppola e da Eugenides) delle cinque sorelle Lisbon, segnate da un tragico destino di dolore e distruzione. Fin dal primo fotogramma del film ci si ritrova a scrutare, incantati e sedotti, questo stregato giardino familiare, attraverso gli occhi dei giovani impotenti vicini di casa. La Coppola correda questo intimo diario di una giovinezza perduta con un nostalgico scenario seventies e riferimenti cinefili che vanno dagli anni Cinquanta (la scena al planetarium di Gioventù bruciata) ai Settanta (Josh Hartnett/Trip Fontaine in versione Tony Manero). Lasciandoci nel cuore un'evanescente sensazione di perdita e tenerezza. Un sentimento leopardiano di vita non vissuta.

BIOGRAFIA DELLA REGISTA
Sofia Coppola, figlia di Francis Ford Coppola, è degna erede del cinema della "New Hollywood" degli anni Settanta, del quale deve aver respirato le atmosfere fin da piccola. I suoi esordi cinematografici sono davanti alla macchina da presa all'età di circa un anno, quando suo padre la porta sul set de Il Padrino (1972). La ragazza parteciperà come attrice anche agli altri due capitoli della saga Corleone nel 1974 (Il Padrino – Parte seconda) e nel 1990 (nei panni di Mary Corleone ne Il Padrino – Parte terza), oltre che ad altri film del padre, tra cui Rusty il selvaggio (1983) e Peggy Sue si è sposata (1986).
Non ancora ventenne Sofia ha collaborato alla sceneggiatura e ai costumi dell'episodio del padre Life without Zoe per il film New York Stories (1989).
Diverse esperienze come designer nel campo della moda, come presentatrice televisiva e come fotografa, la Coppola ha debuttato in veste di regista con il cortometraggio Lick the Star (1998), ma ha conquistato pubblico e critica con il lungo Il giardino delle vergini suicide (1999). Raffinata e malinconica, questa ragazza dall'aria radical-chic, interessata a tutte le nuove forme d'arte, dal design al videoclip, incarna alla perfezione il prototipo della nuova autorialità indie, specchio dello spirito dei tempi moderni. Suo è infatti il famoso videoclip che ritrae una lap-dance di Kate Moss in bianco e nero sulle note di I just don't know what to do with myself dei White Stripes.
Anticipatrice di mode e tendenze, la Coppola pare non aver sbagliato un colpo: sicuramente le frequentazioni con gli amici Wes Anderson, Alexander Payne, e soprattutto il matrimonio (durato quattro anni) con l'ipercreativo Spike Jonze (per il quale ha interpretato la ginnasta del videoclip Elektrobank dei Chemical Brothers, da lui diretto), hanno giovato alla sua sensibilità registica, sebbene il suo stile sia comunque originale, personale e profondamente femminile.



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